Il We Build Kiwanis a TataMia I bambini sempre dentro il nostro Universo di adulti

Il premio annuale We Build del Kiwanis Club di Vercelli è stato assegnato con voto unanime della sua assemblea al microasilo TataMia promosso da volontari aderenti al "Centro di aiuto alla vita". Il riconoscimento sarà consegnato giovedì 25 maggio al Museo Leone, con inizio della cerimonia alle 19.
Questa scuola materna, riservata ai bambini compresi fra i 6 mesi e i 3 anni appartenenti a famiglie in difficoltà, si è progressivamente imposto in città con le sue iniziative di carattere assistenziale e psicopedagogico. E, come rileva Luciana Berruto presidente del Kiwanis Club di Vercelli in coerenza con il We Build ("noi costruiamo") TataMia "ha dato vita a un innovativo progetto che prevedeva la creazione di un "nido in famiglia" destinato a famiglie in difficoltà o a nuclei monogenitoriali che non potevano frequentare gli asili nido comunali, perché non residenti a Vercelli, oppure per mancanza di "posti-bimbo" nelle strutture esistenti cittadine

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Dal dramma di due guerre disastrose alla solidarietà culturale e intellettuale dei giovani nel mondo

Senza organizzazione è impossibile conseguire buoni risultati che diano autentici benefici agli altri, nel caso specifico ai giovani che vivono sulla Terra e in paesi diversi, a distanza di migliaia di chilometri uno dall'altro. Ma senza l'afflato delle mamme, perno di una società in qualsiasi latitudine del mondo, ugualmente si deve rinunciare al risultato positivo, in realtà culturale e intellettuale, della solidarietà fra le generazioni. Questo, è filo conduttore dell'incontro di giovedì 11 maggio svoltosi al Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Luciana Berruto, dedicato alla storia di solidarietà nelle due guerre mondiali, nonché dal 1955 alla Associazione Intercultura che in Piemonte agisce a Torino, a Ivrea e a Vercelli. Tre le relatrici, tutte impegnate nella scuola: Marisa Pezzana, Antonella De Michelis, Marisella Ferraris con le quali collabora attivamente Ombretta Piantavigna.

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Oltre la frontiera

Con il programma dell'Unione Europea cui, da tempo, ha anche aderito il nostro Paese e le sue scuole, nel nome di Erasmo da Rotterdam, decine di studenti per circa un anno dei propri corsi vanno all'estero: in Europa, negli Stati Uniti, in Asia. Lo scambio, in genere, avviene con la collaborazione "alla pari" delle famiglie straniere che hanno consentito il perseguimento di due obiettivi principalmente: l'apprendimento corrente di altre lingue; ed una visione globale, culturale di altri "angoli del mondo", accanto all'angolo nel quale di abitudine i nostri giovani vivono.
Fin dagli anni Sessanta, proprio la Comunità Europea ha favorito il viaggio temporaneo dei nostri ragazzi con la visita a Bruxelles e a Strasburgo delle sedi comunitarie dove nascono e si dibattono i regolamenti, pietre angolari giuridiche delle norme che, alla fine, dovrebbero determinare lo sviluppo dell'Unione Europea.

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Non si è solo genitori. Ruoli, diritti, percorsi e itinerari dell'autismo alla ricerca del benessere della famiglia

Giovedì 23 marzo la dottoressa Francesca Debernardi, vicepresidente di Angsa, associazione di genitori di ragazzi affetti da autismo, al Circolo Ricreativo di Via Ferraris ha parlato sul tema "Non si è solo genitori. Ruoli, diritti, percorsi e itinerari dell'autismo alla ricerca del benessere della famiglia: la grande sfida di Angsa Vercelli Onlus". La conferenza, promossa dal Kiwanis Club di Vercelli e dalla sua presidente dottoressa Luciana Berruto, è stato seguita con particolare attenzione da tutti i soci presenti ed il merito va sicuramente alla relatrice, che ha saputo raccontare con garbo, serenità e competenza, toccando anche più volte il cuore dei presenti con alcuni aspetti della vita di tutti i giorni, una tematica riguardante un fenomeno ancora forse sottovalutato e ridimensionato, a partire anche dall'approccio non ancora idoneo da parte di pediatri e maestri della scuola dell'infanzia.

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La sconosciuta, controversa malattia delle fate

Serenità, gioia, calore, amore, accoglienza familiare. Ultimamente, gli studi e le ricerche hanno riassunto il rapporto dei bambini autistici con il loro universo familiare, anche sempre più diventato l'universo scolastico e delle relazioni interpersonali dove, da piccoli, necessitano una comunicazione attenta per non sbagliare e far nascere incubi di tanti generi. Il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Luciana Berruto, nel contesto di un anno sociale "tutto in rosa", ha messo all'ordine del giorno appunto l'argomento scientificamente appassionante dell'autismo nei bambini e negli adolescenti che debbono affrontare un mondo sempre più complesso, talvolta contaminato da falsità scientifiche che dirottano l'attenzione degli adulti, in particolare la classe politica.
Fra le "bugie" campeggia la correlazione strampalata fra autismo e vaccinazioni che nelle società civili dovrebbero sempre essere combattute.

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Le donne d’arte di Vercelli nell’Ottocento cittadino

Giovedì 9 marzo, prendendo spunto dalla Festa delle Donne dell'8 marzo, la dottoressa Cinzia Lacchia, conservatrice del Museo-Pinacoteca Borgogna, al Circolo Ricreativo di via Ferrari ha parlato delle "donne d'arte" che hanno cadenzato i secoli, in particolare dal Cinquecento al Novecento. Anche secondo numerosi storici dell'arte, una ventina di "donne d'arte" italiane, europee e americane, hanno determinato una svolta nella "storia del bello" accanto, o contro, gli uomini che avevano dominato l'arte e l'architettura dall'epoca medioevale. La conferenza, assai seguita, è stata promossa dal Kiwanis Club di Vercelli e dalla sua presidente dottoressa Luciana Berruto. L'appuntamento culturale, come Luciana Berruto ha ricordato, rientra nel novero delle iniziative nell'anno sociale 2016/2017 dedicate alle donne che nelle molte discipline intellettuali si sono distinte, conseguendo posizioni di prestigio.

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La Decapitazione di Oloferne per vendicare la violenza sulle donne

Cinzia Lacchia, che dirige il museo/pinacoteca Borgogna di Vercelli, giovedì 9 marzo al Circolo Ricreativo di via Galileo Ferrari parlerà di "Donne d'arte", in relazione alla pittura femminile in Occidente sviluppatasi dal XVI secolo, ma anche parlando della "Festa della donna 2017" celebratasi il giorno prima otto marzo. La dottoressa Lacchia, che cura l'immagine del Borgogna per conto dell'amministrazione presieduto dall'avvocato Ferraris, è stata invitata al Kiwanis Club di Vercelli dalla presidente del club, la dottoressa Luciana Berruto. Anche "Donne d'arte" rientra nel programma kiwaniano dedicato alle donne che con il loro lavoro si sono imposte, diventando un riferimento per la comunità.

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Il territorio vercellese protetto dalle radiazioni

L'Arpa Piemonte, agenzia per la protezione del territorio, in questo momento è al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica per il controllo degli M10, particelle che inquinano grandemente l'atmosfera prodotte dagli automezzi, cui si attribuiscono spiacevoli conseguenze: asma prima di tutto, altre patologie polmonari fino ad arrivare ai tumori. La Comunità Europea ha richiamato le città italiane, particolarmente della Pianura Padana, per il moltiplicarsi di M10 e di altre particelle che avvelenano l'atmosfera e che dovrebbe essere in parte ripulita dalla pioggia. E se la situazione non muterà, come del resto è purtroppo accaduto l'anno scorso, la Comunità interverrà con misure più drastiche, facendo pagare pesanti sanzioni al nostro paese. Ma in territori esposti al nucleare, o territori vicini come la Francia dove le centrali atomiche sono dislocate sul fiume Rodano, accanto ai pestiferi M10 esistono i radionucleidi, particelle nucleari altrettanto dannose che portate dal vento nonché da altri fenomeni meteorologici come la pioggia, si abbattono sulle nostre aree. Per inquadrare questo problema specifico il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Luciana Berruto, giovedì 9 febbraio ha invitato al Circolo Ricreativo di Vercelli a parlarne Laura Porzio dell'Arpa, fisico nucleare che si occupa dei radionucleidi con continui monitoraggi sul nostro territorio.

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Il terrore antico delle radiazioni

Il globo è denso di radiazioni, come ricordano gli scienziati, che provengono dal sole, dalle stelle, dai minerali. Ma in questi anni quando si parla di radiazioni, la gente in genere pensa alla energia atomica, forse dimenticando che di radiazioni sono fatte anche le radiografie. Il terrore antico per le stesse, o meglio, "il terrore ancestrale per quelle particelle" che attraversano l'aria e provocano gravi patologie, è stato genericamente proposto alla fine della seconda guerra mondiale con lo sganciamento sul Giappone degli ordigni nucleari che fecero centinaia di migliaia di morti. Giustificato con il fabbisogno di energia per tutte le attività produttive umane (Industria, agricoltura eccetera) le installazioni per l'energia nucleare sono state riproposte negli anni Sessanta e Settanta all'opinione pubblica mondiale.
E Vercelli (Trino per la precisione, avendo a disposizione l'acqua del Po per le Torri di raffreddamento) è stata subito al centro del dibattito, adesso non ancora esaurito.

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Le regole d’oro per combattere l’obesità infantile

Le regole per non contrarre la malattia dell'obesità soprattutto nei nostri figli, si contano sulle due dita di una mano: dieta mediterranea messa a punto da un medico dell'esercito statunitense subito dopo la seconda guerra mondiale; tanta attività sportiva per bruciare gli eccessi di grasso che costituiscono una base per l'obesità; le regole "della nonna" sulla nutrizione che si apprendono in famiglia, con il compito dell'esempio; dormire il giusto per non ingrassare; radunarsi in famiglia almeno per un pasto al giorno; mentre si mangia, vietata la televisione o i telefonino che, prova di cattiva educazione, interrompono i ritmi normali dell'assorbimento della nutrizione e della digestione.
In questo modo sono raggruppate le norme, o in senso più ampio, "la cultura alimentare" che deve farsi nostra, illustrate giovedì 26 gennaio al Circolo Ricreativo di Vercelli da una serata dedicata all'obesità dilagante nell'infanzia, promossa ed organizzata dal Kiwanis Club di Vercelli, presieduta da Luciana Berruto, prima dirigente dei servizi sociali comunali e adesso responsabile dei servizi culturali. La conferenza sull'argomento, in questo momento di estremo interesse in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, è stata svolta dalla dietista Anna Maria Canton che per anni ha lavorato all'Ospedale Sant'Andrea collaborando con i medici pediatrici, in particolare il compianto dottor Sandro Provera.

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