Quella malattia chiamata obesità

L'obesità, che sempre più assilla gli adolescenti oltre che un numero maggiore di adulti, è una malattia. L'avvertimento, senza giri di parole, è dato a livello internazionale dall'Istituto della Sanità. Ultimamente, il ministero della Salute e l'Istituto della Sanità hanno eseguito monitoraggi. E questo il risultato: un bambino di 8,9 anni su 5 è fuori peso. Inoltre, un adolescente su 10 è obeso con tutte le conseguenze mediche che potrebbero presentarsi nella sua vita. Infatti senza controllo sistematico, che prima di tutto vuol dire esercizio fisico, nel corso degli anni la sorpresa potrebbe volere dire neoplasie pericolose, addirittura fino ai tumori. Proprio per questo la Lilt di Vercelli, presieduta dall'urologo Ezio Barasolo già governatore del Kiwanis International, ha intensificato sul territorio gli incontri per parlare, appunto, di obesità come malattia e di quanto bisogna fare per prevenirla. Addirittura negli Stati Uniti, l'obesità conta per le assunzioni ai fini del lavoro lasciando intendere che chi è obeso rende di meno nella professione, interrompe ripetutamente per malanni gli anni lavorativi, ed ha un costo maggiore sanitario.

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Saleinzucca

Si è svolta giovedì 12 gennaio alle ore 20, presso il Circolo Ricreativo, la serata conviviale del Kiwanis Club, presieduto da Luciana Berruto. In coerenza con il tema del suo anno sociale, dedicato alle donne, sono state ospiti della serata le co-autrici del delizioso pamphlet "Saleinzucca": Paola Bernascone ed Elisabetta Dellavalle, che hanno introdotto la cena raccontando le rispettive passioni e l'origine del loro scritto. Si tratta dell'incontro di due amiche che, amanti del buon cibo e della cultura, insieme hanno cucito una curiosa ed intelligente opera a quattro mani che contiene ricette ma anche filosofia di vita e ricordi personali. Il libro ha ispirato i piatti serviti durante la cena, che sono stati preceduti da brevi e dotti riferimenti letterari e storici, in un accattivante duetto delle autrici che ha tenuto molto viva l'attenzione dei partecipanti.

Il cibo di casa nostra

Paola Bernascone, presidente dell’Università Popolare di Vercelli e socia del Kiwanis Club negli anni con incarichi prestigiosi, ha scritto Saleinzucca che giovedì 12 gennaio sarà presentato nel club vercellese nella sua sede di via Galileo Ferraris. Con lei, la co-autrice del volume Elisabetta Dellavalle, insegnante che con la professoressa di filosofia Bernascone crede (e pratica) la cucina e la gastronomia come espressione culturale che trova le sue radici originali sia nel pensiero che nella tradizione popolare delle nostre terre. E delle nostre cucine, un tempo sacrario di fantasia” e, attraverso il cibo, di umanità genuina. In terre d’acqua, cioè nella nostra risaia, le nostre donne ogni giorno preparavano con religiosità il cibo per i loro uomini che lavoravano di badile e di fatica in quel teatro irripetibile di biodiversità dove si formavano da aprile ad agosto le pannocchie di riso.

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Il femminicidio in fondo all’imbuto dell’inferno

(En.vi) La violenza contro le donne, mogli e compagne in particolare, è un problema di cultura trasversale rispetto alla comunità e ai suoi componenti anche con grado di istruzione medio-alta. Luciana Berruto, presidente del Kiwanis Club di Vercelli, anche per la sua esperienza professionale che perdura da un quarantennio, inquadra in questo modo il problema. Infatti quando era alla guida dei servizi sociali del Comune sulla violenza nei confronti delle donne ha dovuto interessarsi di innumerevoli casi del genere.
Nella sala della giunta di Palazzo Civico, presente il sindaco dottoressa Maura Forte, nella mattinata del 14 novembre questo problema, acuto anche a Vercelli, è stato affrontato in conferenza stampa con il sostegno incondizionato della Amministrazione Civica. La proposta è stata congiunta dei service club cittadini (Rotary, Kiwanis, Lions, Soroptimist, Leo club) con l’apporto, appunto, del comune vercellese nonché della Amministrazione Provinciale.

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La famiglia, inestricabile intreccio di personalità che cambiano

Il tema era: conflitti intrafamiliari e figli in sofferenza: gli interventi della famiglia non in stile "Mulino Bianco" ma molto reale". Patrizia Colombari, psicoterapeuta dell'Ospedale Sant'Andrea di Vercelli, invitata da Luciana Berruto, presidente del Kiwanis Club, è stata di parola. Sia nell'analisi della famiglia anche sul nostro territorio, "isola" inestricabile di personalità che con il tempo mutano, sia per quello che il Sant'Andrea fa con il suo servizio di psicologia soprattutto destinato ai minorenni, collaterale al servizio sanitario. Si potrebbe anche dire che il lavoro dello psicoterapeuta è il "medico dell'anima" per anticipare o correggere i presunti guasti ai danni dei bambini che questi ultimi si portano dietro andando avanti negli anni. La dottoressa Colombari, dati alla mano, ha descritto che cosa era la famiglia e che cosa sia diventata adesso. Negli anni Settanta la sua struttura era "verticale", con il pater familias da cui dipendevano le indicazioni di vita alle quali dovevano attenersi tutti i componenti.

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La psicologia per curare i cambiamenti degli ultimi anni

La psicologia, è la "scienza terapeutica" per curare le persone e, nell'ambito familiare, i suoi componenti incominciando dagli adolescenti. Non una pratica "da mulino bianco" propria del marketing e della pubblicità, come con una battuta è appena stato commentato. Così inizia l'anno sociale 2016/2017 del Kiwanis Club di Vercelli che la neo presidente Luciana Berruto, appena insediatasi, ha evidenziato "che sarà un anno dedicato al rosa perché riguarderà in "presa diretta" i problemi femminili, della famiglia, del rapporto costante, talvolta deterioratosi fra donna e uomo.
Giovedì 10 novembre l'annata sarà aperta dalla psicologa psicoterapeuta dottoressa Patrizia Colombari che all'ospedale Sant'Andrea ricopre l'incarico di responsabile della struttura che si occupa della psicologia perinatale, della psicologia dell'età evolutiva, della psicologia dell'adolescenza, della psicologia degli adulti. Questo il tema che sarà sviluppato da Patrizia Colombari: "Conflitti intrafamiliari e figli in sofferenza: gli interventi delle istituzioni e i cambiamenti negli ultimi anni".

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Un anno tutto in rosa

La presidenza del Kiwanis Club di Vercelli è passata da Rachele Orsani, in carica nell’anno sociale 2015/2016, a Luciana Berruto, che reggerà l’incarico per l’anno sociale 2016/2017. Il “passaggio della campana” (nel rituale sociale così è denominato il trasferimento degli incarichi dirigenziali al Kiwanis, istituito nel 1915 negli Stati Uniti) è avvenuto giovedì 27 ottobre scorso nel salone delle riunioni del Circolo Sociale, durante una cerimonia affollata, con la partecipazione delle autorità cittadine e quelle kiwaniane che socialmente hanno scandito gli ultimi decenni, dopo la fondazione del club a Vercelli.
Erano presenti Maria Rosa Trio, prefetto di Vercelli, Rosanna Lavezzaro, questore di Vercelli, Maura Forte sindaco della città, gli assessori comunali Daniela Mortara e Andrea Raineri.

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I figli, primavera della famiglia e della società

Il Kiwanis Club di Vercelli, nell’anno sociale 2015/2016, presieduto da Rachelina Orsani, ha bandito un concorso riservato ai bambini della scuola dell’infanzia e delle scuole primarie. Gli elaborati in estate sono stati esaminati da una commissione del Kiwanis e, come ha fatto rilevare Rachelina Orsani, “il giudizio è stato unanime”. Giovedì 13 ottobre, al Circolo ricreativo di Vercelli, in via Ferraris, i disegni e gli scritti partecipanti sono stati premiati. Alla cerimonia sono intervenuti gli allievi con i loro genitori e i loro insegnanti. L’incontro con la scuola, i bambini, gli insegnanti e le direzioni didattiche non ha molti precedenti a Vercelli e sul suo territorio. Come hanno fatto rilevare il dirigente scolastico Gianfranco Crivellari e il dirigente Antonio Catania, (il provveditore agli studi, prima delle numerose riforme scolastiche), i bambini e i loro insegnanti  hanno risposto all’invito del Kiwanis Club di Vercelli “con passione”, la condizione primaria che permea l’insegnamento. “Questo – ha sottolineato Gianfranco Crivellari - è “buona scuola”. E con una notazione sociologica, ha aggiunto che il lavoro dei docenti è più complicato di un tempo perché le giovani generazioni sono più effervescenti e hanno una netta personalità individuale. Questi concetti sono, in parte, stati ripresi dal dirigente Antonio Catania sempre disponibile a sorreggere nelle scuole le iniziative di cultura e di modernità dei club di servizio come il Kiwanis, in numero elevato generate nell’ambito della società civile.

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Psicologia nell’universo maschile

La psicologia è per le comunità un nuovo riferimento intellettuale. Dopo Sigmund Freud e la sua scuola con tanti allievi e interpretazioni, la figura dello psicologo figura nelle équipe che si interessano di lavoro, di assistenza in caso di disastri e catastrofi, a scuola, nel rapporto tra l'infanzia e gli adulti.
Giovedì 22 settembre, dopo la pausa estiva, il Kiwanis Club di Vercelli riprende a proporre temi culturali che riguardano le nostre comunità. La presidente Rachele Orsani, cui in autunno succederà Luciana Berruto, prende spunto dall'ultimo volume dello psicologo biellese Stefano Ramella Benna per parlare di psicologia, una disciplina scientifica per molti versi ancora poco nota ai più. Lo psicologo Ramella Benna, 48 anni e laureatosi a Torino, nel suo saggio "Per voce maschile" racconta quello che da terapeuta incontra nell'universo maschile più complicato di quello che appare superficialmente.

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Un vino medioevale che viene da lontano

Gionata Venesio, giovane manager del vino che vive a Rosignano Monferrato appena sopra Casale, ha 46 anni e appartiene alla terza generazione di quelli che come business raffinato si occupano di educazione alimentare e di enologia. Un tempo era il primato dei francesi, adesso battuto dagli italiani con tutti i doc e i bianchi trevigiani i quali pretendono di battere lo champagne. Il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Rachele Orsani il 30 giugno lo ha invitato a Vercelli perché al Circolo Ricreativo parli della sua passione: lo champagne che ha una lunga storia da un punto di vista enologico e della “chimica buona”. Questo vino, con le sue bollicine sviluppa anidride carbonica in grande quantità che, anche esplodendo in bottiglie prima della messa a punto del metodo del suo contenimento, gli conferisce sentori piacevoli in natura: profumi di bosco, di mandorle tostate e di quell’asprigno che alla fine per i bevitori raffinati diventa più che amabile.

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